Antiquariato del ’500

scrittoio radicaNella storia del mobile, il periodo Rinascimentale rappresenta una svolta rispetto al modo di arredare tipico della mentalità medievale. I mobili medievali, infatti, erano “polifunzionali”: avevano, cioè, utilizzi molteplici a seconda delle esigenze e delle stanze in cui venivano collocati.

Nel Quattrocento, invece, l’arredamento si evolve per la prima volta verso una specificità delle caratteristiche, della forma e della destinazione d’uso di ogni singolo mobile. Questa innovazione vede la luce inizialmente a Firenze, dove vengono poste le basi per i successivi sviluppi che porteranno ad un affinamento dello stile rinascimentale in terra italiana e soprattutto francese. In questo periodo, il materiale maggiormente impiegato nella costruzione dei mobili è il massello di noce: i colori e le forme sono però molto condizionate dalle naturali modalità di sviluppo degli alberi. All’epoca, infatti, il legname non aveva ancora raggiunto gli odierni livelli di sfruttamento, per cui gli arbusti avevano la possibilità di crescere e di espandersi, soprattutto nel tronco, il quale arrivava a raggiungere un diametro di oltre un metro. Ciò influenzava anche la colorazione del legno, che tendeva solitamente al bordeaux o al marrone molto scuro. Per assemblare le varie parti del mobile, l’artigiano si avvaleva di chiodi di ferro oppure di sistemi ad incastro. Non veniva ancora utilizzato alcun tipo di collante: chiodi e incastri servivano anche ad unire le parti dei cassetti o le lunghe assi degli elementi contenitori.
Gli strumenti per la lavorazione del legno erano pochi e ancora rudimentali: la prima fase prevedeva l’utilizzo della sega, tramite la quale si otteneva un risultato molto grossolano. Per rifinire, eliminando irregolarità e difetti, l’artigiano usava un attrezzo chiamato “sgrossino”, molto simile alla pialla. Seguiva un trattamento chiamato “carteggiamento”, per il quale si utilizzava un pezzetto di vetro.

Intagli e decorazioni venivano realizzati con un “tornio a pedale” e con vari strumenti manuali. Gli intagli erano solitamente di due tipi: a “mezzo rilievo” e a “tutto tondo”; ma per ottenere decori dalla foggia particolare e fantasiosa si utilizzava soprattutto la tecnica dell’intarsio, che si esprimeva con elementi pittorici floreali o zoomorfi, figure geometriche oppure caselle applicate con piccoli chiodi o con battitura “a secco”. Un’altra tecnica molto raffinata per decorare le superfici era la cosiddetta “radicatura” che consisteva nel rivestire il mobile o parte di esso con spessi pannelli di radica. Per impreziosire ulteriormente la finitura, infine, era molto in voga la “doratura”, che si otteneva stendendo la foglia d’oro su un fondo di gesso. Il mobile veniva poi lucidato stendendo più “mani” di cera d’api.

Fra i mobili maggiormente richiesti c’erano le cassapanche e i cassoni per riporre biancheria e indumenti che avevano solitamente la forma di un sarcofago come si usava già ai tempi dell’antica Roma: potevano essere realizzati in massello di quercia o di noce, che spesso veniva scavato per ottenere curve ed effetti bombati. Oltre a questi, c’era anche un particolare tipo di cassone chiamato “alla certosina” dall’elegante decorazione ad intarsi in avorio e madreperla, e le cui parti venivano assemblate tramite incastri “a coda di rondine”. La temperie rinascimentale nota come “Renaissance”, che fiorì in ambiente francese, diffuse il gusto per i mobili impreziositi da decori ispirati alla natura e al mito. Inizialmente questi motivi erano realizzati con la pittura e la doratura; con il tempo, queste tecniche furono sostituite da elaborate sculture ad altorilievo. Il Rinascimento vede anche l’affermarsi, un po’ in tutte le abitazioni di lusso, della sala da pranzo diventata poi un classico della cultura occidentale, ovvero quella in cui il fulcro è un grande tavolo circondato da sedie, spesso caratterizzate da un alto schienale.

Nelle epoche precedenti, il tavolo era una struttura mobile costituita da un piano appoggiato su cavalletti; nel periodo Rinascimentale, esso diventa un mobile “fisso” formato da u ripiano lungo e stretto e da grosse gambe fra le quali corrono traverse con funzione di poggiapiedi. Si tratta del cosiddetto “fratino”, tavolo in uso ancor oggi e considerato un classico dell’arredamento conviviale e da ricevimento. Talvolta, soprattutto nel tardo Rinascimento, questo tavolo si fregia di un ripiano in marmo; la struttura invece è interamente realizzata in noce. Le sedie più diffuse sono le “bergamasche”, semplici e robuste. Nella zona notte, lo stile rinascimentale francese impone il gusto per i letti lignei di linea sobria ed essenziale, in cui a volte possono aggiungersi delle colonnine scolpite con fiori o foglie: qui, il lusso è soprattutto nelle stoffe di rivestimento, realizzate in tessuti ricercati e dai ricami preziosi. Con il tempo, però, le decorazioni acquistano sempre maggiore importanza, per diventare dopo la metà del Cinquecento uno degli elementi più importanti nei criteri di scelta di un mobile. A seconda delle località, si affermano motivi ornamentali differenti: in Sicilia, ad esempio, i mobili vengono decorati con disegni tipici dell’architettura moresca, mentre in Francia vengono privilegiati i motivi a foglie e fiori con dettagli zoomorfi ( come i piedi dalla tipica forma leonina). All’epoca, il sistema più utilizzato per lucidare questi mobili e mantenerne a lungo brillantezza e bellezza era la cera d’api: oggi, per poter lucidare al meglio un mobile antico, si fa ricorso a tecniche differenti che prevedono, oltre alla lucidatura con cera d’api, anche quella con gommalacca. E’ un tipo di finitura che viene eseguita interamente a mano e che perciò richiede pazienza, perizia e attenzione: prima di procedere a questa operazione, però, è necessario levigare la superficie con carta vetrata a grana decrescente. Si procede poi alla “pomiciatura” per otturare i pori e, infine, si stende una soluzione di alcool e gommalacca con l’aiuto di un tampone. Ciò servirà ad assicurare al mobile una protezione duratura ed una grande lucentezza. Dopo qualche giorno, la stessa superficie può essere trattata con cera d’api per un risultato ancora più soddisfacente.

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Benessere e natura, perché praticare yoga al parco?

yoga al parcoCon l’arrivo della bella stagione, sempre più persone avvertono la necessità di stare all’aria aperta e di godere dei benefici che il sole e l’aria mite regalano all’organismo. Alla necessità puramente fisica di risvegliare il corpo si affianca la volontà di dare vita ad uno stato emozionale positivo, il quale contribuisce a definire il benessere della persona.

I benefici del contatto con la natura:
Svolgere dell’attività fisica all’aria aperta è una pratica che porta con sé molti benefici. Innanzitutto il corpo è libero di ossigenarsi, soprattutto se l’attività viene svolta nei parchi o nelle aree verdi della città. L’importanza di riscoprire il contatto con la terra è fondamentale, soprattutto se durante l’attività lavorativa si opera in ambienti chiusi e privi di sbocchi esterni. La visione del regno vegetale e la possibilità di adagiarsi sul prato ammirando gli animali che vivono nei parchi permettono alle persone di stabilire un contatto con la terra ancestrale, riscoprendo i ritmi della natura e godendo dei suoi profumi e dei suoi colori. All’ossigenazione, pratica indispensabile per mantenere l’organismo attivo, si associa la possibilità di ricevere i benefici raggi del sole. La luce solare è un integratore naturale, in quanto dalla sua presenza dipendono il metabolismo della seratonina e della vitamina D. La seratonina è indispensabile per indurre buonumore, per combattere lo stress e per favorire un positivo stato emozionale. A livello fisico, la sua presenza aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e ad aumentare il livello delle difese immunitarie. La vitamina D è inoltre indispensabile allo sviluppo osseo, in quanto evita l’insorgenza dell’osteoporosi e del rachitismo e rafforza lo stato di salute dei denti.

Lo Yoga, una disciplina che regala nuova energia vitale:
E’ una pratica millenaria, la quale assembla a delle posizioni fisiche specifiche, chiamate asana, la pratica di una respirazione corretta e mirata a rigenerare l’organismo. Molte persone respirano nel modo sbagliato, inglobando troppa aria nell’organismo e bloccando la naturale espulsione delle tossine. Praticare lo yoga permette di imparare a respirare nel modo corretto, usando la muscolatura nel modo giusto e quindi permettendo al corpo di riequilibrarsi in modo naturale. Saper respirare in modo autonomo e corretto significa essere in grado di controllare le proprie emozioni e anche i propri stati di paura, in quanto si può contare su una mente lucida e consapevole. Le pratiche di respirazione nello yoga sono chiamate prânâyâma e si associano alle figure fisiche, chiamate asana. Lo yoga deve quindi essere considerato una pura pratica fisica, ma una filosofia di vita, un percorso con valenze spirituali, filosofiche e votate alla ricerca di uno stato di salute globale.

Lo Yoga e il contatto con la natura:
Il rapporto tra yoga e natura è racchiuso nell’origine stessa della disciplina. Secondo la tradizione, lo yoga viene rivelato nella meditazione agli asceti, i quali vivono in completa simbiosi con la natura seguendo uno stile di vita semplice e contemplativo. Gli asceti sono i veri conoscitori dei segreti dell’universo e delle leggi della natura. Alla luce di questa realtà, possiamo quindi comprendere che il legame tra yoga e natura è inscindibile. Se pensiamo allo yoga come una disciplina votata a scoprire la vera natura umana, si può capire che la sua pratica all’aria aperta è importante, in quanto tutti gli esseri umani provengono dall’ambiente naturale, il luogo dove possono trovare l’energia vitale, o prâna del quale necessitano per vivere. La connessione tra interno ed esterno può quindi avere luogo negli ambienti naturali in modo molto più profondo e attivo rispetto ai luoghi chiusi, in quanto la natura permette di scoprire le energie vitali che ci circondano.

Come praticare al parco?
Lo yoga può essere praticato in ogni ambiente naturale, dalle rive del fiume alla spiaggia, fino alle vette delle montagne. In ambiente urbano, può essere praticato nei parchi cittadini, dei luoghi spesso tranquilli dove è possibile incontrare piante ombreggianti e prati accoglienti. Ogni persona può scegliere il momento della giornata più adatto per lo yoga, a seconda delle sue esigenze e aspettative. I momenti migliori per praticare questa disciplina rimangono indubbiamente le prime ore del mattino e il crepuscolo. Durante le ore mattutine la luce è dolce, le temperature estive non hanno ancora raggiunto lo zenith e l’aria è più pura. Al crepuscolo, la luce che si crea è sicuramente magica e le condizioni atmosferiche sono piacevoli. Una volta scelta l’ora ideale, è necessario indossare abiti comodi, realizzati in fibre naturali quali il cotone, la canapa e il lino. Questi tessuti lasciano il corpo libero di respirare e sono rispettosi della natura nella loro composizione. Essi permettono inoltre di mantenere il corpo asciutto, un aspetto molto importante se le giornate si presentano afose. Indossare un cappello e scegliere una posizione ombreggiata sono scelte ideali, in quanto le asana prevedono spesso di mantenere la stessa posizione per alcuni minuti. A questi accorgimenti è importante associare la protezione della pelle con uno schermo solare, preferendo un prodotto di buona qualità, eco-bio e con fattore molto alto. Non si deve infine dimenticare di portare con sé un tappetino da yoga, per svolgere le asana in comodità e un asciugamano di cotone. Se non si conosce la pratica dello yoga e si desidera imparare la disciplina è ideale frequentare un corso all’aperto nella propria città. Molte sono in estate le occasioni per partecipare a corsi di yoga, i quali possono diventare importanti momenti di vita all’aria aperta, nonché occasioni per conoscere persone piacevoli e stringere nuove amicizie.

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Oro usato: acquisti importanti a prezzi modici

oro usatoNell’arco dell’ultimo decennio il numero delle attività di compro oro è aumentato in maniera esponenziale su tutto il territorio nazionale, anche a Roma dove la professionalità di questi negozi è al servizio di chi ha bisogno di monetizzare vecchi oggetti in oro ed argento per ottenere immediata liquidità, ma anche di tutte quelle persone che trovano nei gioielli ricondizionati la chiave giusta per fare un regalo molto importante e costoso sfruttando un innegabile vantaggio economico.

Infatti, rispetto al periodo di boom iniziale in cui i banco metalli ritiravano metalli preziosi principalmente da destinare alle società di fusione, oggi sempre più esercizi offrono un’ampia scelta di gioielli, orologi e oggetti di lusso di seconda mano che oltre a sembrare nuovi, come mai indossati, permettono un forte risparmio economico grazie a prezzi di vendita ridotti fino al 40-50 %.

La forte crisi economica, unitamente all’alternarsi delle tendenze che dettano moda, fa sì che sempre più persone si disfino degli oggetti più svariati accumulati negli anni, che invece di venire fusi come semplice oro usato, vengono aggiustati, puliti, controllati e lucidati in modo da trovare un nuovo impiego nel mercato parallelo a quello delle tradizionali gioiellerie.
Questi preziosi riportati a nuova vita hanno la peculiarità di non presentare segni e dettagli di un precedente proprietario e, pur avendo lo stesso valore intrinseco del medesimo oggetto nuovo, hanno un prezzo ribassato che segue un vera e propria valutazione data dal listino dell’usato.

Per trovare idee regalo preziose, uniche e convenienti anche nella capitale basta entrare in un qualsiasi motore di ricerca e inserire poche parole chiave per individuare i punti vendita più comodi e vicini da raggiungere che trattano l’impiego dell’oro usato in tutte le sue forme, e per controllare, sempre online, la disponibilità di eventuali oggetti rigenerati.

Come negli altri settori merceologici è diventata una prassi sempre più diffusa nella gestione di un compro oro quella di dotarsi di un sito web ufficiale dove riportare cenni della propria storia, dettagli sulla sede o su come raggiungerla, i contatti di riferimento e gli aggiornamenti sulle varie quotazioni di mercato.
La possibilità di avere una vetrina in rete, inoltre, diventa fondamentale per tutti quei negozi che decidono di vendere gioielli e preziosi usati. In questo caso è possibile visionare le diverse proposte in un’apposita sezione dedicata dove ogni oggetto deve essere corredato di foto, certificazioni e descrizioni dettagliate che permettono un confronto diretto ed immediato con gli stessi oggetti nuovi o con le occasioni proposte dagli altri banco metalli.

Mentre in altri settori, basta pensare all’elettronica o al mercato delle automobili, la vendita di beni usati e ricondizionati permette di usufruire di un prezzo vantaggioso che giustificano i segni evidenti del precedente utilizzo e la svalutazione dell’oggetto stesso, nel settore dell’oro questo non accade in quanto un prezioso ha anche un valore direttamente collegato alle oscillazioni delle quotazioni dei metalli preziosi e, dopo un accurato controllo, non porta tracce di un eventuale uso.
E’ sempre consigliabile affidarsi ad insegne di compro oro note e accreditate ed è preferibile concludere l’acquisto direttamente presso il punto vendita in modo da poter toccare con mano quello che si intende realmente acquistare.

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Sanificazione condizionatori

condizionatoreDurante la stagione estiva, con le temperature altissime che solitamente si raggiungono, il condizionatore si rivela essere un oggetto di estrema importanza tanto nella propria abitazione, quanto negli uffici, sia pubblici che privati. 
Tuttavia, perché svolga al meglio il proprio compito, è necessario prima che sopraggiungano i mesi più caldi, che il condizionatore venga sottoposto ad un controllo generale volto a verificarne e preservarne l’efficienza.

Un altro aspetto importante che non va assolutamente trascurato è, inoltre, quello relativo alla cosiddetta sanificazione del condizionatore; con questo termine, nello specifico, si intende una pulizia più accurata e meticolosa, che va ben oltre la semplice manutenzione ordinaria. 
La sanificazione, in particolare, risulta essere fondamentale per la tutela della salute delle persone in quanto, grazie ad essa si riesce a ridurre notevolmente il numero di batteri che si annidano all’interno dei filtri del climatizzatore ripristinandone, in questo modo, la capacità di ripulire l’aria da polvere, pollini, smog e da tutte le altre particelle che possono causarci fastidi vari. Questo processo inoltre è divenuto obbligatorio per legge a partire dal 2009, a seguito di un decreto che sancisce di eseguire tale operazione almeno ogni due anni. 

Data la sua importanza, quindi, non è affatto difficile intuire come sia preferibile rivolgersi ad una ditta di pulizie affidabile e all’avanguardia, in grado di effettuare nella maniera più efficace ed accurata possibile la sanificazione del condizionatore

La bonifica, nello specifico, si compone di alcuni step fondamentali che non possono per nessun motivo essere trascurati. 
Per prima cosa, infatti, si dovrà procedere alla pulizia dell’unità esterna, facilmente eseguibile con l’ausilio di un semplice panno cattura polvere. Successivamente, questa viene smontata e l’attenzione si sposterà sui filtri dell’aria. Questi, dovranno essere accuratamente lavati con acqua e sapone rigorosamente neutro, risciacquati scrupolosamente e successivamente asciugati alla perfezione, preferibilmente in un ambiente riparato per non rischiare che si sporchino nuovamente. Una volta che saranno completamente asciutti, bisognerà provvedere a spruzzare sui filtri un apposito disinfettante, in grado di eliminare funghi e batteri e di impedire che questi ultimi, dopo l’avvio del climatizzatore, vengano rilasciati nell’ambiente. 

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Pulizia per banche ed istituti di credito

banca igienizzataLe banche e gli Istituti di credito hanno necessità di affidare le pulizie dei loro ambienti ed uffici, a ditte altamente specializzate che sanno operare con decisa professionalità.
I luoghi adibiti a ricevere il pubblico devono necessariamente essere sempre puliti ed ordinati, spesso per dare un aspetto di brillantezza i pavimenti di locali commerciali, sono fatti di marmo o di granito, sebbene questi siano dei materiali piuttosto resistenti e facili da pulire, è opportuno che vengano disinfettati adeguatamente.

Le imprese specializzate compiono quotidianamente questo genere di pulizie particolari sfruttando macchinari all’avanguardia per la pulizia dei pavimenti e prodotti specifici per ogni singolo trattamento.

Occorre una attenzione anche ai dettagli e la lucidatura di sportelli, vetri, vetrate, scrivanie, cestini, mobili vari, dev’essere eseguita in base alle esigenze di ogni singolo cliente e dei differenti ambienti.
Inoltre è sicuramente un fattore di rilevante importanza quello di effettuare una sanificazione ambientale che sia rispondente alle normative in materia.


Una banca o un Istituto di credito ogni giorno vengono vissuti da un pubblico vasto e dopo otto ore di lavoro le superfici, i monitor, le tastiere, le scrivanie ed i piani di appoggio, tavolini, sedie e poltrone, quadri e suppellettili, diventano un ricettacolo per microbi e batteri che vanno contrastati ed eliminati con una disinfestazione ottimale che viene eseguita da personale qualificato che utilizza gli ultimi e più efficaci ritrovati per questo uso.
Una ditta di pulizie che si offre come fornitore di fiducia di tale servizio ad una banca, deve poter assicurare una competenza ed una professionalità che non può non tener conto della dovizia dei particolari.
Gli Istituti di credito devono sempre poter esibire la miglior facciata ai loro clienti ed un ambiente igenizzato e pulito ogni giorno, è una cosa che determina l’esteriorità della loro immagine.

Oltre a questo e dato il particolare ambiente nel quale si andrà ad operare, l’impresa di pulizia deve essere altamente di fiducia oltre che possedere il background necessario per potersi proporre e questo significa dover partecipare ad una dura selezione.

Le ditte appaltatrici dell’incarico di pulire una banca o un istituto di credito, sanno perfettamente che un cliente così importante è un vero e proprio passepartout per guadagnare altri clienti in quanto, se una banca ha deciso di affidare un lavoro così delicato ad una impresa, questo significa che la stessa è meritevole di grande considerazione e fiducia.
I criteri da parte delle banche e degli istituti di credito per scegliere una impresa di pulizie, solitamente partono dalle informazioni sulla stessa ed i titolari. Sapere chi ci sia dietro e chi siano i loro clienti, sono i primi elementi di valutazione ai quali si sommano le informazioni circa il modus operandi ed i macchinari che saranno utilizzati e tutto questo, prima di valutare il preventivo di spesa per l’appalto.

Oggi, tutti gli Istituti hanno la loro ditta pulitrice che opera all’interno dei vari locali quotidianamente durante l’orario di chiusura, in modo che il giorno dopo ogni ambiente risulti perfettamente pulito ed in ordine.

E se i pavimenti sono tirati a lucido, i quadri spolverati, i vetri brillanti, sappiamo che dietro c’è un minuzioso e prezioso lavoro eseguito da operatori di pulizia che in modo competente, hanno prestato questo servizio anche per il nostro benessere di clienti.

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Dove posso vendere le mie perle?

collana perleL’eleganza e la finezza racchiuse in una collana di perle hanno pochi rivali: è un simbolo di ricchezza e di stile che spesso tramandato di generazione in generazione o che è oggetto di regali importanti in occasioni speciali.
Possedere delle perle equivale ad avere un piccolo tesoro ma, come certamente sa chi si è avventurato sul mercato di questi oggetti, non è affatto semplice rivenderle e ricavare la somma corrispondente.

La particolarità delle perle riguarda il fatto che esse sono dei pezzi unici, la cui valutazione può essere effettuata unicamente da un soggetto esperto.
Possono essere definite dei veri e propri prodotti della natura: nascono come un agglomerato di carbonato di calcio che si forma all’interno di alcuni particolari molluschi, i più noti tra i quali sono certamente le ostriche.
Nella maggior parte dei casi gli esemplari presenti sul mercato provengono da allevamenti di molluschi, mentre quelle prodotte naturalmente sono molto rare e, di conseguenza, particolarmente preziose.
Così come avviene per le altre gemme, anche per le perle le dimensioni contano molto ed influiscono, insieme alla forma e ad altre caratteristiche che più avanti vedremo, sulla valutazione e sul prezzo di mercato.

La forma e la dimensione dei singoli esemplari dipendono da molti fattori: in primo luogo le dimensioni e le caratteristiche del mollusco perlifero, la grandezza del nucleo, il tempo di “permanenza in acqua”, oltre al clima e alle caratteristiche nutritive dell’ambiente in cui essi hanno origine.
Il risultato finale è in genere un piccolo globo, almeno nel caso delle perle di forma sferica, che sono di certo le più note e diffuse, che può raggiungere diametri variabili tra i 2 e i 20 mm.
Dimensioni maggiori, fino ai 50 mm, possono essere invece raggiunti dalle perle irregolari, le cui forme sono così varie e spesso affascinanti da sfuggire a qualsiasi tentativo di classificazione.


Sebbene la simmetria,la presenza di striature e il colore, oltre che la purezza, incidano sul valore complessivo, la classificazione più utilizzata è quella che riguarda la forma..
Tra le più utilizzate vi è la tripartizione della GIA, secondo la quale le perle possono essere distinte in:
- sferiche: rientrano in questa categoria gli esemplari rotondi o quasi rotondi
- simmetriche: esemplari che presentano due metà con caratteristiche identiche speculari.
- barocche: in questa categoria rientrano tutte le perle con forme irregolari.

Quanto al colore, è noto che la superficie delle perle sia caratterizzata da una buona capacità di rifrazione della luce, che crea sulla stessa degli interessanti riflessi multicolore.
La classificazione segue quindi la considerazione di tre componenti del colore:
- la tinta: ovvero la “prima impressione” del colore
- il valore: il grado di luminosità e, di contro, di oscurità. Maggiore è la tendenza al nero, minore è in genere il valore.
- la saturazione: intesa come purezza di colore.
Come avviene nelle gemme e nei diamanti in particolare, tutti questi parametri non sono mai considerati univocamente, ma sono presi in esame nel loro complesso e la loro combinazione, unita alla rarità,rappresentano il fondamento di ogni compiuta valutazione.

Quando le perle sono montate in un gioiello, assume rilevanza anche la tipologia. 
La forma più comune assunta dalle perle è sicuramente quella della collana ed è importante, qualora si intenda vendere, capire a quale categoria appartiene il monile in nostro possesso.
Può trattarsi di collana girocollo, tipo principessa, a uno o più fili, tipo ” a corda” o “opera”.
Il metodo più sicuro di capire di che collana si tratta, consiste nell’esame della documentazione consegnata con la stessa dal rivenditore, ma è comunque possibile chiedere una stima ad un esperto del settore.

Sebbene, come già accennato, gli spazi per vendere le proprie perle non sono molto ampi, è comunque possibile, con un po’ di pazienza e qualche ricerca, sfruttare buone occasioni e spuntare un buon prezzo.
Oltre alle case d’asta, ai banchi dei pegni, è possibile rivolgersi ad alcuni negozi di settore che ne effettuano una valutazione, spesso a pagamento e successivamente in base al valore propongono un prezzo di acquisto.
Nella maggior parte dei casi, purtroppo, questo sarà inferiore al valore effettivo del bene, in quanto il negoziante ha comunque l’obiettivo di guadagnare sulla successiva rivendita.
Una buona alternativa è costituita dai compro gioielli online, che oltre a procedure sicure per il ritiro e il pagamento, offrono prezzi molto allettanti, grazie al gran numero di pezzi movimentati, che permette loro di offrire ai propri clienti degli ottimi affari.

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Come ottimizzare il proprio sito

seoChe cosa si intende quando si parla di SEO? Questa parola, che ormai si sente sempre più spesso quando l’argomento trattato è l’ottimizzazione nei motori di ricerca, è entrata nel nostro vocabolario quotidiano. In realtà, però, pochi sanno di che cosa si tratti sul serio. Cerchiamo allora di capirlo insieme.

Per SEO si intende una serie di tecniche che tendono a migliorare il posizionamento di un sito all’interno dei motori di ricerca. In pratica si tratta di combinare ed aggiustare tutti gli elementi affinchè le pagine siano concepite in modo ottimale secondo i criteri stabiliti dai motori di ricerca.

L’attività di SEO è particolarmente importante perchè ormai non è più possibile pensare di essere trovati su Internet – e contattati dai potenziali clienti – solo perchè si è in possesso di un sito web più o meno ben fatto. Occorre che il sito sia anche indicizzato nei motori in base alle keywords di nostro interesse ossia che risulti nelle prime pagine dei risultati (Search Engine Result Page) quando un utente attiva una ricerca con le parole chiave che noi abbiamo indicato come distintive della nostra attività.

Da sempre gli studi di settore dimostrano che un utente medio non ha la pazienza di visualizzare oltre la terza pagina di ricerca. Per questo, se vogliamo che un visitatore abbia la curiosità di vedere il nostro sito, dobbiamo garantirci di rientrare in queste famigerate tre pagine. Per farlo, è necessario non solo conoscere bene il funzionamento dei motori di ricerca ma anche sapere come applicare le regole principali

Il motore di ricerca statisticamente più utilizzato dagli utenti di tutto il mondo, è Google. Il Big G – come viene affettuosamente chiamato dagli addetti ai lavori – utilizza un software che si chiama Spider che si occupa di scandagliare il web alla ricerca di nuovi siti che poi abbina a determinate parole chiave. Agli esperti di Web Marketing il difficile compito di ottimizzare le pagine affinchè lo Spider “legga” nel nostro sito le keywords che ci interessano. 
Vediamo come è possibile invogliare il software a leggerci nel modo giusto!

Innanzitutto, se decidiamo di investire del denaro nella nostra campagna di posizionamento, è possibile utilizzare il servizio “Pay Per Click” che è a pagamento. In pratica si tratta di acquistare delle parole chiave che sono in linea con l’attività della nostra azienda: nel momento in cui un utente fa una ricerca inserendo quelle determinate keywords, il nostro sito compare nelle primissime posizioni con la dicitura link sponsorizzato.

Ma esistono anche degli accorgimenti gratuiti da porre in essere che aiutano il sito a posizionarsi bene. E sono:
- Ottimizzazione On Page: in pratica si tratta di manipolare il contenuto delle pagine per renderle appetibili ai motori di ricerca. In particolare, si agisce molto sui meta tag che sono quelle tre voci (title, description e keywords) che sono inglobate nel codice html e non compaiono direttamente sul sito ma sono la didascalia di accompagnamento del sito nella pagina dei risultati di ricerca di Google;
- Fattori Off Page: questa voce si compone soprattutto di quelli che potremmo definire “rapporti esterni”. Più il nostro sito è linkato su altri siti (la cosiddetta link popularity) e più il ranking – ossia il punteggio che Google assegna al nostro sito in base alla pertinenza – aumenta. Se i siti sui quali è presente il nostro link sono considerati autorevoli da Google, anche in questo caso ne beneficia il nostro ranking. Infine, se il nostro sito possiede dei profili sui principali social network ed è attivo su Google+, allora acquisterà autorevolezza anche agli occhi di BigG
- lnfrastruttura Tecnica: in quest’area ricade, ad esempio, l’utilizzo di landing page che sarebbe una sorta di pagina di atterraggio a cui arriva l’utente tramite banner, popup, call to action e simili. 

E’ importante ricordare che l’ottimizzazione di un sito è un lavoro a tempo pieno che richiede non solo approfondite conoscenze della materia ma anche un costante impegno perchè non appena si è raggiunta la prima pagina dei risultati per una determinata keyword è proprio in quel momento che il tuo concorrente ti batte sul tempo e ti scalza dalla prima posizione. Proprio per questo motivo, il più delle volte è sconsigliato ricorrere al fai da te ma è preferibile rivolgersi a società specializzate che siano in grado di assicurare un ottimale posizionamento del sito sul web e garantire l’azienda di essere primi su Google.

La web reputation è una cosa seria ed è diventata ormai il vero biglietto da visita dell’azienda agli occhi dei possibili clienti che utilizzano proprio il web come prima fonte di informazione sulle aziende e sui prodotti di loro interesse. Non vale forse quindi la pena investire su quest’attività per essere sicuri del ritorno?

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